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Lettera aperta GTZ- LONGHINA
02.06.16

 

Spesso capita di sentir parlare della “longhina” e, un po’ a tutti, viene in mente quel lungo “guinzaglio” che si usa per lavorare con i cavalli.

 

 

Spesso capita di sentir parlare della “longhina” e, un po’ a tutti, viene in mente quel lungo “guinzaglio” che si usa per lavorare con i cavalli.

Oppure, per chi è addentrato nel mondo della cinofilia piuttosto che in quello ippico, è facile pensare al lungo guinzaglio utilizzato ed utilizzabile nell’addestramento del cane.

In realtà, nei Paesi del nord Europa, la “longhina” è un protocollo di lavoro da impiegare nella formazione di un cane o nel recupero dello stesso.

Questa tecnica vide gli albori nei primissimi anni ’60 presso gli operatori della Polizia scandinava che, in tutta evidenza, ebbero a mutuare una tecnica impiegata nell’addestramento dei cavalli.

Cavalli che, tutt’oggi, devono essere quasi quotidianamente lavorati all’interno del c.d. tondino con una lunga corda che li “lega” al cavaliere posto al centro della stessa aerea.

Grazie a questo continuo contatto, l’uomo riesce a far trottare il suo cavallo, così come a farlo galoppare o fermare.

Ma è ovvio che, nel caso dei cani, l’impiego fu, sin da subito, decisamente diverso.

Negli anni ’80 Hans Schlegel, cinofilo svizzero di grande esperienza, ritenne di studiare questa tecnica per approcciare a cani con spiccata aggressività o, comunque, con disturbi comportamentali.

Ben presto fu a tutti chiaro come questa tecnica fosse un vero e proprio protocollo di lavoro con il cane.

Gli ultimi dubbi vennero fugati dalla pubblicazione di un libro dal titolo “Ich laufe schon mal vor“  da parte del tedesco Thomas Baumann nel 2008. (http://www.dogworld.de)

Oggi, in tutta Europa, i cinofili più attenti sanno bene che non possono prescindere nella loro formazione e nel loro lavoro dalla conoscenza della “longhina”.

Longhina che consente facilmente di agire su:

            Aumento della muscolatura;

            Problemi di ipercineticità;

            Stimolazione correttiva di sindromi comportamentali;

            Controllo della distanza cane – conduttore;

            Sensibilizzazione non verbale e linguaggio del corpo;

            Preparazione a varie discipline sportive;

            Gioco e relazione

 

In Italia, purtroppo, ancora nessuno conosce e pratica questa tecnica … nessuno applica questo protocollo di lavoro con i cani.

E, nel dire ciò, chiaramente bisogna escludere coloro i quali, per aver visto un video dimostrativo o aver assistito ad una sola lezione, hanno deciso di improvvisare come sempre la propria professionalità.

La “longhina” è cosa seria ed estremamente piacevole … ma giammai può essere frutto di improvvisazione o approssimazione !

Vedere, quindi, che venga insegnata in sistema non corretta e provocare anche danni e soprattutto verso il cliente e il suo cane e una grande vergogna.  

O forse riflettere … alle condizioni di assoluta ignoranza in cui sguazzano certi loschi individui della cinofilia italiana.

Anzi, ritengo in verità che la cinofilia italiana annoveri tanti professionisti seri e scrupolosi che dovrebbero finalmente contrastare l’operato di tali ignoranti a cui non andrebbe affidato neppure un cane da portare a spasso. Scusate ma sono sincera … Il lavoro che noi diamo alla clientela  NOI PER PRIMI DOBBIAMO ESSERE PRATICI E AVERLO STUDIATO CON ATTESTATO DI SUPERAMENTO ESAME TEORICO E PRATICO.